slide_3_11.jpg1000 330 67generic3
genericslide_3_0.jpg1000 330 863
generic1000 330 110slide_3_9.jpg3
3genericslide_3_13.jpg1000 330 83
1000 330 70slide_3_16.jpggeneric3
genericslide_3_15.jpg1000 330 413
3slide_3_7.jpg1000 330 83generic
genericslide_3_14.jpg1000 330 353
3slide_3_12.jpg1000 330 51generic
genericslide_3_3.jpg1000 330 843
generic1000 330 77slide_3_6.jpg3
3slide_3_5.jpg1000 330 80generic
31000 330 99slide_3_1.jpggeneric
31000 330 65slide_3_2.jpggeneric
genericslide_3_8.jpg1000 330 833
1000 330 103slide_3_10.jpggeneric3
3generic1000 330 65slide_3_4.jpg
i sapori del cilento
Il Cilento è assolutamente 'da provare' anche per la sua cucina.
Si tratta di cibi di antica tradizione, semplici e raffinati nello stesso tempo, sani come vuole la dieta mediterranea, e i cui sapori aumentano il piacere della vacanza. Spesso i piatti sono conditi semplicemente con olio a crudo, frutto degli olivi che tanta parte hanno nella bellezza dei paesaggi delle colline (gli oli Cilento  e Colline Salernitane vantano la denominazione di origine protetta) e accompagnati da un buon vino doc del Parco Nazionale: il Cilento, rosso, rosato, bianco e aglianico o il Castel San Lorenzo nelle sue sette varietà.

Da non perdere: le paste fatte in casa (fusilli, cavatelli etc.); i salumi (la longarella - con pancetta ed erbe aromatiche - e la sopressata di Gioi); la squisita mozzarella di bufala, il caciocavallo podolico (dal latte della mucca di antica razza podolica) o la mozzarella con il mirto; i bianchissimi fagioli di Controne, dal sapore delicato, da assaggiare nella classica pasta e fagioli, in tozzetto, con la scarola etc.; le alici in menaica (cioè pescate con la menaide, una rete che seleziona le più grosse, usata dai tempi dei greci e oggi quasi scomparsa,) conservate sottosale nei vasi di terracotta; e i fichi bianchi secchi, al naturale o ricoperti di cioccolato oppure ripieni di noci, mandorle, scorzette di arancia etc., infilzati in spiedini di legno o nei bei cestini di vimini.

E per ogni cibo c'è una sagra, specie d'estate, nei vari paesi e paesini del Cilento.
Da giugno a settembre - solo per citarne alcune - abbiamo: la sagra dei piatti poveri contadini, del pane, del fusillo, della ciambella, del fagiolo, della 'mozzarella re mortedda' (con il mirto), della salsiccia e del capicollo, del pesce azzurro, dell'uva etc. etc. Suggestiva, a metà agosto, la festa medievale artistico-gastronomica in costume di Teggiano: Alla tavola della principessa Costanza, che ricorda il matrimonio, nel 1480, di Antonello Sanseverino, principe di Salerno e signore di Diano e Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, duca di Urbino.